Noi esploriamo... e voi ci chiamate criminali... noi cerchiamo la conoscenza... e voi ci chiamate criminali. Noi esistiamo senza colore della pelle, senza nazionalita', senza pregiudizi religiosi e voi ci chiamate criminali. Voi costruite bombe atomiche, dichiarate guerra, uccidete spergiurate e ci mentite, e cercate di farci credere che e' per il nostro bene, eppure siamo noi i criminali. Si, io sono un criminale. La mia colpa e' quella della curiosita'. La mia colpa e' quella di giudicare la gente in base a quello che dice e che pensa, non in base al suo aspetto. La mia colpa e' quella di essere piu' furbo di voi e, per questo, non potete perdonarmi. - The Mentor - Phrack numero 7
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La domenica delle salme - Fabrizio De Andrè 25/04/2008
L'utopia è all'orizzonte: quando muovo due passi, arretra di due passi... Avanzo di dieci passi e lei è dieci passi più in là. A cosa serve l'utopia? Serve a questo, a camminare.
"La Domenica delle Salme" è interamente una denuncia della perdita di ideali da parte della gente, a seguito della caduta del Muro di Berlino. Accenna anche a Renato Curcio: secondo De Andrè, a differenza di pluriomicidi e autori di stragi, Curcio stava in carcere senza aver ucciso nessuno, forse perchè non si era mai pentito, dissociato, perso appunto quegli ideali. La perdita di ideali, aver perso di vista l'utopia all'orizzonte... l'utopia della democrazia, la democrazia diretta, l'anarchia....
"Signora libertà, signorina anarchia" Fabrizio De Andrè...
Tentò la fuga in tram verso le sei del mattino dalla bottiglia di orzata dove galleggia Milano non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina la sua anima accesa mandava luce di lampadina gli incendiarono il letto sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba un pettirosso da combattimento
I Polacchi non morirono subito e inginocchiati agli ultimi semafori rifacevano il trucco alle troie di regime lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette mettevano pancia verso est chi si convertiva nel novanta ne era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich ballava la polka sopra il muro e mentre si arrampicava le abbiamo visto tutto il culo
la piramide di Cheope volle essere ricostruita in quel giorno di festa masso per masso schiavo per schiavo comunista per comunista
La domenica delle salme non si udirono fucilate il gas esilarante presidiava le strade la domenica delle salme si portò via tutti i pensieri e le regine del ‘’tua culpa’’ affollarono i parrucchieri
Nell’assolata galera patria il secondo secondino disse a ‘’Baffi di Sego’’ che era il primo si può fare domani sul far del mattino e furono inviati messi fanti cavalli cani ed un somaro ad annunciare l’amputazione della gamba di Renato Curcio il carbonaro
il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni voglio vivere in una città dove all’ora dell’aperitivo non ci siano spargimenti di sangue o di detersivo a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade eravamo gli ultimi cittadini liberi di questa famosa città civile perché avevamo un cannone nel cortile
La domenica delle salme nessuno si fece male tutti a seguire il feretro del defunto ideale la domenica delle salme si sentiva cantare quant’è bella giovinezza non vogliamo più invecchiare
Gli ultimi viandanti si ritirarono nelle catacombe accesero la televisione e ci guardarono cantare per una mezz’oretta poi ci mandarono a cagare voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti per l’Amazzonia e per la pecunia nei palastilisti e dai padri Maristi voi avete voci potenti lingue allenate a battere il tamburo voi avevate voci potenti adatte per il vaffanculo
La domenica delle salme gli addetti alla nostalgia accompagnarono tra i flauti il cadavere di Utopia la domenica delle salme fu una domenica come tante il giorno dopo c’erano i segni di una pace terrificante mentre il cuore d’Italia da Palermo ad Aosta si gonfiava in un coro di vibrante protesta
"Per questo gli attivisti devono - e questo è forse cruciale alla definizione di attivista - devono costantemente puntare verso quell'utopia all'orizzonte, mostrandola alla gente e se necessario descrivendogliela finché anche loro non la vedono. A quel punto dobbiamo chieder loro di descrivercela a loro volta, perché può darsi che vedano qualcosa che a noi era sfuggito. E' come mostrare a una persona un pianeta o una costellazione, a volte bisogna essere pazienti e aspettare finché anche lei non riesce a riconoscerli in mezzo a tutti quei puntini nel cielo, a prima vista così disordinati." Denis O'Hearn
acaro acquatico cerebrale di libera vita, vista ventrale, di libera azione, si annida tra sinapsi e neuroni, produce allucinazioni di realta', smuovendo e decristallizzando....
gli acari acquatici sono utilissimi indicatori di qualita' ambientale dell'ambiente sorgivo
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